RAZIONALE

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un avanzamento nelle conoscenze su fisiopatologia e trattamento della anemia renale. Diversi studi osservazionali nella malattia renale cronica hanno evidenziato l’associazione tra anche minime riduzioni dei livelli di emoglobina (Hb) e peggioramento della prognosi cardiovascolare. Al contrario i trials randomizzati hanno dimostrato che, rispetto al target di Hb usuale (11 g/dL), mirare a valori più elevati di Hb (≥13 g/dL) riduce la necessità di trasfusioni ma non ha un effetto favorevole sulla prognosi cardio-renale. Questi dati sono stati però in parte confutati da analisi secondarie che hanno identificato nella iporesponsività agli ESA, e l’uso conseguente di ESA a dosi elevate, causa importante dell’elevato rischio cardiovascolare e di mortalità per il target alto di Hb. Pertanto, gli studi randomizzati, focalizzando l’attenzione sulla malattia e non sul malato, possono a volte fornire risultati di non immediata fruibilità dai clinici. Oggi sappiamo che causa primaria della iporesponsività agli ESA è, oltre alla carenza marziale, lo stato infiammatorio che accompagna i nefropatici dalla fase conservativa sino alla fase dialitica e durante e dopo il trapianto renale. Risultati simili si sono ottenuti nel paziente con scompenso cardiaco, in cui lo stato infiammatorio cronico riveste un ruolo patogenetico importante sull’inibizione dell’eritropoiesi e sulla carenza marziale, che a loro volta si traducono in una ridotta performance del muscolo cardiaco. Alla complessità del quadro fisiopatologico che emerge dalle nuove conoscenze contribuisce la maggiore disponibilità di dati di efficacia clinica relativi agli stabilizzatori dell’HIF che agiscono su più fronti in contemporanea, aumentando l’eritropoiesi endogena e riducendo lo stato infiammatorio con conseguente migliore disponibilità del ferro per la produzione di eritrociti maturi.
Tra le figure maggiormente coinvolte nella gestione dei pazienti affetti da anemia, c’è sicuramente quella dell’internista, del nefrologo e del geriatra, target a cui non solo ci rivolgiamo ma che vorremmo coinvolgere fattivamente nella costruzione della FAD.

FACULTY

Filippo Aucella (San Giovanni Rotondo)
Raffaele Antonelli Incalzi (Roma)
Luca De Nicola (Napoli)
Dario Manfellotto (Roma)
Piergiorgio Messa (Milano)
Roberto Minutolo (Napoli)

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PROGRAMMA

• Anemia nel nefropatico in fase conservativa: timing dell’intervento, tipo di ESA e nuovi targets terapeutici
Roberto Minutolo (45 minuti)

• Effetti cardiovascolari dell’anemia
Dario Manfellotto (45 minuti)

• Anemia e infiammazione in dialisi
Filippo Aucella (45 minuti)

• Anemia nelle varie fasi del post trapianto
Piergiorgio Messa (45 minuti)

• L’anemia nel paziente anziano con CKD: come, quando e perché trattare
Raffaele Antonelli Incalzi (45 minuti)

• Terapia antianemica: non solo ESA
Luca De Nicola (45 minuti)

• Bibliografia

Informazioni generali

E.C.M. Educazione Continua in Medicina

La FAD è stata inserita da Aristea Education – Provider accreditato dalla Commissione Nazionale per Formazione Continua con il numero di accreditamento 500 – nel proprio piano formativo 2020/2021 nell’ambito del Programma Nazionale E.C.M. (Educazione Continua in Medicina). La FAD è destinata alla seguente figura professionale: Medico Chirurgo (Geriatria, Medicina Interna, Nefrologia) e riconosce 5 crediti formativi. L’attestazione dei crediti è subordinata alla verifica dell’apprendimento.
Gli attestati saranno generati all’interno della piattaforma FAD dopo il superamento della verifica stessa.

OBIETTIVO FORMATIVO

Linee guida – protocolli – procedure

DESTINATARI DELL’INIZIATIVA

Medico Chirurgo: Genetica medica, Medicina Interna, Nefrologia

Iscrizione

Corso FAD attivo dal 1 ottobre 2020 al 1 marzo 2021

Con la sponsorizzazione non condizionate di

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